sabato 9 maggio 2020

Uniti nelle lotte, contro sfruttamento e repressione!


Immigrati in rivolta: vogliono i nostri soldi e prendono a calci ...

L’indegna gazzarra scatenata attorno le scarcerazioni precauzionali di detenuti a rischio di contagio merita qualche considerazione. Il “partito della forca”, che tanto starnazza per legge e ordine è semplicemente costituito dai partiti borghesi che incitano sempre al linciaggio dei “delinquenti” e dei “terroristi”, perché questi sono comunque espressioni delle classi popolari e proletarie. Questi partiti arrivano anche a criminalizzare l’esistenza stessa dei migranti, istituendo il “reato” di clandestinità, incarcerandoli, torturando e facendone morire tanti (per meglio sfruttarli certo!)
Ma sull’argomento mafia sono un po’ debolucci: storicamente la D.C., oggi i suoi derivati – Forza Mafia(Italia), Fratelli di Mafia(Italia), Lega di N’drangheta - sono appunto i partiti d’approdo, la casa naturale della grande criminalità capitalistica! Solo negli ultimi mesi si sono moltiplicati arresti e imputazioni contro esponenti di questi partiti, ai massimi livelli: Roberto Rosso, Giancarlo Pittelli, Giuseppe Caruso, e tanti altri. Sulle orme dei Nicola Cosentino, Mecenate, Totò Cuffaro, Scoppelliti, ecc. Tutti sotto la cupola di Dell’Utri-Berlusconi e prima di Gelli-Andreotti. Tant’è che poi questi se la sfangano rapidamente, Ed è logico. Animati dalla stessa fede capitalistica, dalla stessa brama di ricchezza e prepotenza, si ritrovano compari in affari e nelle stanze del potere. Ma da buoni borghesi, si sbarazzano degli “amici” caduti in disgrazia, sopratutto se si tratta dei “manovali”. L’importante è la struttura di potere e questa è ben coperta, interna allo Stato e al capitale. Eccoli quindi schiamazzare da “garantisti” quando loro vengono toccati dalle inchieste e fare i forcaioli con chi il carcere lo subisce davvero.
Un altro risvolto di questa indegna vicenda è l’ennesima legge con cui proseguono la feroce politica di segregazione verso il proletariato immigrato. L’accanimento razzista con cui si oppongono alla regolarizzazione di masse di lavoratori che, proprio in questa emergenza , si rivelano essere settori essenziali e basilari del funzionamento economico-sociale, è corrispettivo delle loro mentalità schiavistico-colonialiste. Il modello sociale che applicano ferocemente nelle campagne, nei cantieri, fabbriche e cucine, dove loro comandano. Ecco uno dei veri anelli della mafia-capitale, di cui ben si accomoda l’insieme del sistema (a cominciare dalle multinazionali della distribuzione). E cui anche il governo dell’”antimafia” offre i suoi servizi, con l’oscena “regolarizzazione” per tre mesi dei braccianti.. il tempo di provvedere ai raccolti e via, di nuovo sprofondati nell’inferno della clandestinità e dei ricatti. Insomma, fra capitalisti (seppur in concorrenza) ci si intende, lo Stato li copre nelle loro pratiche criminali e reprime lavoratori e detenuti, cioè proletari.
Per noi, quest’emergenza significa ancor più necessità di unirci, unirci nelle lotte, contro sfruttamento e repressione!

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