lunedì 1 ottobre 2018

REPORT GIORNATA DI LOTTA L'AQUILA 28 SETTEMBRE







IL PROCESSO CONTRO LA MILITANTE DELLE BR-PCC NADIA LIOCE SI E’ CONCLUSO CON L’ASSOLUZIONE

Il 28 settembre, al tribunale de L’Aquila, si è svolta l’ultima udienza del processo contro la militante delle BR-PCC Nadia Lioce (arrestata nel 2003). La compagna era accusata di «disturbo della quiete pubblica e oltraggio a pubblico ufficiale» a seguito di una serie di battiture alle sbarre, messa in atto nell’ambito di una protesta effettuata tra marzo e settembre del 2015, in opposizione alle ulteriori e aggravanti restrizioni del regime di 41-bis cui è sottoposta dal 2005.           
In previsione di questa giornata viene indetta una mobilitazione nazionale in solidarietà alla compagna e contro la tortura del 41-bis. 
Circa 70 compagn* provenienti da tutta Italia (Ivrea, Genova, Torino, Milano, Parma, Bologna, Firenze, L’Aquila, Roma, Napoli, Lecce, Palermo, etc.) hanno partecipato al presidio sotto al tribunale volantinando e affiggendo striscioni, mentre una parte di essi ha seguito l’udienza nell’aula, sostenendo cosi la compagna presente in videoconferenza.     
La nostra presenza in aula ha marcato il sostegno alla compagna Nadia, quando infine è apparsa in aula sullo schermo di videoconferenza. Dopo tanti anni si è riusciti a vederla e a sentirla. Volto e voce ne hanno confermato la grande combattività e dignità. Dimostrazione vivente di quante difficoltà possa superare un’autentica determinazione rivoluzionaria, una profonda appartenenza comunitaria di classe.          
Il suo intervento si è incentrato sulla rivendicazione degli atti di protesta, come diritto-dovere di difesa della propria integrità soggettiva. Contro un trattamento carcerario che l’aggredisce e sminuisce, che ne vuole la distruzione.  Così, con le aggravanti introdotte per via legislativa nel 2009, si è giunti ad imporre il divieto di comunicazione fra detenute/i internamente ad una stessa sezione. Divieto di parola! Aberrante solo a concepirsi. Un ulteriore tassello nell’oppressione quotidiana, che arriva a sfigurare, a disumanizzare quel po’ di esistenza restante.        
Nadia ha così anche insistito sulla doverosa ribellione anche in nome dei valori universali di civiltà sociale e umanità. Insomma ha dato ampio respiro politico e ideologico alla propria azione.
Nostre ovazioni hanno salutato passaggi e conclusione delle sue parole, facendole sentire tutta la nostra solidarietà.    
Le compagne avvocatesse, Caterina Calia e Carla Serra, hanno sviluppato e rafforzato gli stessi concetti, la stessa critica. Sottolineando anch’esse l’aberrazione umana, prima ancora che giuridica, di questo ignobile regime carcerario. E l’accanimento feroce che ha portato a traslare le sanzioni disciplinari, già largamente comminate con misure di isolamento rinforzato, in processo penale.
L’assoluzione sentenziata -“perché il fatto non sussiste“- è finalmente una piccola vittoria della resistenza di Nadia, e della solidarietà di classe!           
E’ possibile ascoltare la dichiarazione di Nadia Lioce: https://radioattiva.noblogs.org/files/2018/09/Lioce_28.9.18.mp3 e le arringhe di Carla Serra e Caterina Calia: https://radioattiva.noblogs.org/files/2018/09/Avv.Serra_Calia.28.9.18.mp3

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